MAPPING THE GARDEN • MAPPING THE SKY

ORTO BOTANICO IL GIARDINO DEI SEMPLICI
Giovedì 14 settembre dalle ore 15.30
Evento collaterale alla mostra
Rose e foglie, su una linea di silenzio

mapping

MAPPING THE GARDEN • MAPPING THE SKY
a cura di Beth Vermeer

Partendo dai sensi, bambini e adulti possono esplorare forme, colori, odori del
Giardino e dei suoi elementi. Insieme a Meri Iacchi, artista fiorentina, creano
una grande mappa dell’inventario esistente attraverso le tecniche dell’arte e i
diversi materiali. Mapping the Garden è il nuovo laboratorio che racconta l’Orto
Botanico per immagini, realizzando una grande opera collettiva.

Dalle pratiche creative del Giardino si cambia alle osservazioni del Cielo.

Lo scienziato Alberto Righini, Università di Firenze, offre un suo intervento sull’importanza dell’astronomia per il ciclo dinamico della Natura. La serata si conclude con un incontro tra poeti e astronomi che esplorano l’universo adoperando linguaggi diversi ma complementari.

Due squadre maestre si confrontano interagendo con il pubblico per diffondere la scienza che incontra la poesia. Ruggero Stanga, Eleonora Bianchi, Barbara Olmi ed Emanuele Pace, forniscono una mappatura del cielo mentre Karoline Borelli, Carlo Michele Marenco, Alberto Nocerino, Giovanna Olivari e Lidia Riviello completano il disegno universale con poesie e testi tessuti di fiori e di stelle.

CAPPUCCETTO VERDE

CALLIOPE BUREAU
Comunicato Stampa n.10
ORTO BOTANICO
GIARDINO DEI SEMPLICI FIRENZE


CAPPUCCETTO VERDE
Quando un colore si fa portavoce
GIOVEDI 7 SETTEMBRE ore 17.30
Firenze, 23 agosto 2017 – Continua la mostra Rose e Foglie, su una
linea di silenzio del pittore ligure Sergio Gagliolo allestita nella Serra
Fredda dell’Orto Botanico a Firenze fino al 24 settembre, in concomitanza con
le Giornate Europee del Patrimonio. Il tema prevalente degli eventi collaterali
alla mostra, le Conversazioni trasversali che si svolgeranno nel mese
prossimo di settembre, è in sintonia con il leitmotiv europeo accentuando
l’attenzione sulla natura e il suo rapporto con la cultura.
Cappucetto verde, come anche l’evento successivo Mapping the
Garden. Mapping the Sky provocano la nostra curiosità, la forza
immaginaria e la creatività di ravvivare il nostro legame nella natura e con
tutto ciò che la natura ci offre.
Effettivamente, che cosa c’è di più incantevole di un giardino? Quanti stimoli
può dare il mondo vegetale alla percezione, all’immaginazione e alla
conoscenza? Ne fanno cenno Paolo Luzzi, Direttore dell’Orto Botanico e
Beth Vermeer, Design of the Universe e ideatrice del progetto
complessivo, nelle loro presentazioni.
Successivamente Maurizio Fanni, Presidente del Gruppo Immagine,
Trieste, racconta le sue ispirazioni tratte dall’incontro con Bruno Munari in
una conferenza istruttiva e altrettanto ricca di incoraggianti momenti vissuti
insieme alle scuole e agli operatori del settore. Come l’esperienza dei Giardini
Zen e della Piazza Leggera.
Il Gruppo Immagine, una realtà accreditata presso il MIUR per la
formazione in ambito artistico, propone dal 1987 laboratori secondo la
metodologia “giocare con l’arte”. Alla sua costituzione, in Trieste,
l’Associazione è stata seguita e accompagnata da Bruno Munari, con riflessioni
sul metodo e con progetti di laboratorio per bambini e ragazzi. Nel 2008 ha
dato vita, all’interno del Parco di San Giovanni (già Ospedale Psichiatrico e
luogo dell’esperienza di Franco e Franca Basaglia) al Mini Mu.
L’intervento di Maurizio Fanni si conclude con il reading Anam !ara a tre
voci, insieme alla poetessa Marisa Tumicelli che attraverso due nuovi
brani di prosa poetica intona un elogio al verde. L’attore Riccardo Bono,
già familiare con i testi poetici di Marisa Tumicelli recitati in altre occasioni, è
la terza voce del reading.
Anam !ara si ispira liberamente alla psicologia analitica di Carl Gustav Jung
ed assume quale territorio (di cultura, natura, leggende, spiritualità,
visionarietà) di riferimento quello dell’antica Irlanda (Erin) e Scozia (Alba e
Iona) dopo la cristianizzazione. Il personaggio principale è l’anam !ara che
presenta i caratteri descritti da John O’Donuhue nelle varie sue opere sulla
saggezza celtica
La serata prosegue con la scenografia inedita Indaco della giovane performer
genovese Cri Eco la cui cifra artistica esprime il continuo ciclo della natura e
dei suoi elementi, come in questo caso i fiori e le stelle. Il suo immaginario
tende la mano alla terza messaggera in difesa della natura, Patrizia
Battaglia. L’artista del Teatro Carlo Felice di Genova invita il pubblico nel
magico Giardino della Musica con la filosofia del buon ascolto, e propone
un repertorio tra canto lirico e recitazione, accompagnata al pianoforte dal
Maestro Sante Carnevali. Una volta in più passa l’appello che il verde,
come denominazione, unisce molte materie, molti pensieri e soprattutto gli
ideali dei bambini e degli adulti.

Il Foglio e lo Straniero

Cosa ci fa uno straniero su il Foglio?

E prima ancora che cosa è il Foglio?

Qualcosa possiamo intuire dall’immagine di testa: è un periodico della Biblioteca di Tiglieto, splendida terra di mezzo al confine tra le provincie di Genova, Savona ed Alessandria. 

Si tratta di poche pagine di grande qualità, otto in questo numero, coordinate da Gianni Priano, poeta che abbiamo imparato a conoscere attraverso i suoi libri, e, parzialmente, anche in queste pagine.

E’ una pubblicazione interessante di cui ci occuperemo prossimamente.

Ora abbiamo un’urgenza: la gestione degli stranieri non è mai facile.

Per quale motivo su il Foglio si parla de Lo Straniero?

Da dove viene? 

Dove è apparso?

A Tiglieto, ad Urbe o in quale altra località? 

Non so e, francamente, anche se lo sapessi non ve lo direi certo ora.

Andatevi a leggere il racconto: QUI!

Il poeta con la chitarra.

Per i frequentatori di reading poetici Roberto Marzano è una garanzia: non ci si annoierà.

Il suo doppio ruolo di cantautore e poeta, armato di una fedele sei corde, gli consente di “vincere facile”: note e giochi di parole presto conquistano lo spettatore.

Smessa la veste di performer, ed indossata la vestaglia del poeta, Marzano scrive, scrive tantissimo, esplorando molteplici tecniche compositive, con il pensiero costantemente rivolto al fruitore della sua opera, sia esso lo spettatore od il lettore. I suoi libri ci appaiono così variegati, divertenti ed acuti.

Poeta strabordante, Marzano ci stupisce oltre che per la ripetutamente premiata qualità della sua opera, anche per la quantità delle sue composizioni: il suo ultimo libro M’illumino di Mensole (Matisklo Edizioni, 2016) contiene infatti oltre 150 poesie, di cui trovate QUI una selezione.

Buona lettura e… buon divertimento!

 

Κανϰα Κοινη

Il babau fa un salto in un terreno sconosciuto e si inoltra in un mondo musicale che dà grandissima rilevanza al testo, a cavallo tra Rap, Hip Hop e Slam Poetry.

Il passo è dunque breve, appena al di fuori dei nostri confini.

Presentiamo qui 3 video del mixtape Κοινη (Koinè) di Κανϰα (Canca), al secolo Giacomo Marenco.

La caratteristica dei mixtape è quella di inserire testi originali su musiche prese da internet.

Iniziamo con Piacere, l’unico vero video e brano iniziale del disco, che introduce l’ascoltatore al mondo di Canca. La strumentale utilizzata è The Cancel – Morning Cafe.

 

Seconda proposta è Svegliati cazzo un brano di particolare intensità che consiglio di ascoltare per una vena accorata e sincera. La strumentale utilizzata è Neat Beats – I hope I think of bike riding when I’m dying.

 

La terza proposta è Germania con la partecipazione di Flavio Tripaldi, che con Canca sta collaborando alla preparazione di un disco con musiche originali. La strumentale utilizzata per Germania è DJ Khaled – Jermaine’s Interlude (feat. J Cole).

 

Come avete avuto modo di verificare i pezzi toccano tematiche differenti, utilizzando atmosfere distanti tra loro, riuscendo tuttavia a mantenere una sostanziale riconoscibilità.

Ci saremmo mai addentrati in queste zone sconosciute se l’autore non fosse un parente stretto? Direi proprio di sì, dopo aver ascoltato i testi.

Per chi voglia approfondire la conoscenza, il canale Youtube si trova QUI

Il ritorno del guerriero

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So che Marco G. Maggi non sarà d’accordo con l’intestazione di questo post, lui me ne avrebbe indicata un’altra e del resto quel Punto di Fuga, titolo della sua raccolta di poesie del 2014, effettivamente suggerirebbe qualcosa di diverso.

Non me ne preoccupo, so bene quanto poco siano importanti le mie introduzioni rispetto ai testi presentati, tuttavia in questo caso credo di aver colto un aspetto sotteso della poetica di Marco, che per ragioni di esistenza è un perenne viaggiatore.punto-di-fuga

La sua poesia rappresenta certo quel punto di fuga, ma è anche un ritorno alle origini, alle radici, a ciò che si è, a volte faticosamente, altre semplicemente, riconoscendosi con l’altro, aspirando una sigaretta in un bar qualsivoglia.

Il respiro di questa poesia è spesso quotidiano, fatto di cose minute, di pensieri comuni, di un bagaglio personale portato in giro per il mondo e da questo mondo arricchito, universalizzato.

C’è in questi versi, privi di fronzoli e di cura il ritmo, il meglio che si possa esprimere in questi tempi di divisioni: l’affermare la propria identità, il riconoscere quella altrui.

Vengono qui presentate sei poesie, di cui solo Sant’Anna di Stazzema inserita in Punto di Fuga, le altre inedite o inserite in antologie.

Le trovate QUI.

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Si ringrazia Puntoacapo editrice per gli estratti da Punto di Fuga

Una voce alla radio

Una nota su Facebook di Gianni Priano, mi riporta ad una trasmissione radiofonica locale degli anni 80 e ad un racconto ad essa ispirato, Sventolando le nostre bandierine, scritto da Maurizio Puppo nel 1988 e pubblicato su Il babau n. 12 nel Febbraio del 1994.

Nel racconto Puppo ricorda alcuni tra i brani ascoltati in questa trasmissione condotta da Umberto, fra essi Le strade di notte di Giorgio Gaber.

Non può, ovviamente, mancare Mina

Quanto al racconto di Maurizio, credo vada ripubblicato perché parte significativa della sua recherce letteraria.

Sono certo di farvi cosa gradita. Lo trovate QUI!