Le Lingue dell’altra Italia

Le lingue dell’altra Italia è stata una rubrica di poesia neodialettale curata da Alessandro Guasoni a partire dall’ottobre 1993. La rubrica ha presentato nel tempo alcuni dei più noti poeti neodialettali della penisola. Quella della poesia neodialettale era una sorta di nuova frontiera della comunicazione. Meglio delle mie, le parole dello stesso Guasoni in quel numero 11.

“Da una ventina di anni a questa parte, la poesia dialettale italiana conosce una straordinaria fioritura, ma con caratteristiche tali che, per definirla, si è ormai convenuto di adottare il termine di “neodialettale”. In sintesi, mentre la poesia dei Giotti, dei Firpo, dei Trilussa, dei Di Giacomo, traeva origine da un tessuto sociale in cui i dialetti erano ancora molto diffusi, il neodialettale vede sempre più ridursi i lettori fra gli abitanti della sua regione e crescere invece l’interesse da parte del normale pubblico della poesia. Moda culturale o invece sintomo di qualche bisogno profondo? Il dialetto, infatti, un retaggio di un’epoca in cui i rapporti umani erano molto diversi dagli attuali e  il neodialettale se ne propone quale ultimo testimone. Si aggiunga la crisi di ogni poetica di stampo naturalista, alla quale le opere di Joyce o Kafka, Tolkien o Garcia Marquez, hanno recato un colpo mortale, non meno di quanto il principio di non-determinazione, introdotto da Heisenberg in fisica, abbia messo in discussione l’universale validità del principio di causalità. Proprio perché il dialetto sta morendo, lo scrittore, finalmente libero dall’ipoteca realista, che da sempre gravava sulla poesia dialettale, può dedicarsi all’esplorazione, non di una pretesa realtà oggettiva, ma dell’unica realtà oggettivamente verificabile: quella del mondo interiore, dove passato, presente e futuro coesistono, non quali dati ineluttabili, contro cui l’Io sarebbe impotente, ma vissuti nell’immaginazione, fluide autocreazioni del soggetto, Microcosmo che – stando agli insegnamenti del Corpus Hermeticum – non è che lo specchio del Macrocosmo…”

Cento Francesco – Pani e Mantu – Quattro Poesie in calabrese

Guasoni Alessandro – Poesie (Il babau n. 9) – Tre Poesie Genovesi (inedite)– 俳諧 Haikai

Priano Gianni – “Ra differàinza” – Cinque Poesie in Molarese L’ultimo giro dei pipistrelli

Serrao Achille – Chiantàjeno – fernute ‘e suonne (Il babau n.11)  – Pensieri sui dialetti (Il babau n.11)

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