Un’altra alba

Post musicale del mercoledì, incredibilmente di mercoledì…

Il tema è quello dell’alba: alba come sorgere del sole, ma anche come rinascita.

La proposta musicale è Sunrise in the Third System dei Tangerine Dream, tratto dall’album Alpha Centauri del 1971… agli albori della musica elettronica tedesca.

La proposta letteraria associata è un racconto di Elena Agostini, pubblicato nel babau n.13: Alba, questa volta il nome femminile.

Si tratta di proposte formalmente molto distanti, legate dal tema del risorgere, o sorgere nuovamente, dell’essere una nuova Alba.

Il brano musicale, non di ascolto immediato, è in questa pagina. Il racconto è qui. Vale la pena di leggerlo.

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War Pigs

Post musicale del mercoledì.

Un brano musicale del 1971 Solitude dei Black Sabbath ed un racconto del 1991 La notte in cui è scoppiata la guerra di Tommaso Blocco Sigieri

In questo caso la scelta nasce al contrario, ho scelto prima il racconto ed avrei voluto presentarvi un brano di trash metal, perché avrebbe colpito la maggior parte dei lettori come un pugno in faccia.

Meglio ricevere un bel pugno in faccia a mo’ di avvertimento, rispetto all’esser spianati, inconsapevoli, direttamente da uno schiacciasassi.

Poi ho pensato che, probabilmente, avreste schivato il pugno, ma non avreste potuto schivare Solitude.

Amarilli o della seconda pratica

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Il primo amore non si scorda mai, sia che si chiami Amarilli o meno.

Ma la pratica? E’ meglio la prima pratica o la seconda? Quale ci rimane indelebilmente impressa? E soprattutto: è un tema ancora attuale?

Ehm… forse sono andato troppo oltre.

Ricominciamo.

Post musicale del mercoledì.

Tutto nasce dall’ascolto di un madrigale di Claudio Monteverdi (1567-1643).

Monteverdi compone la musica sui versi sciolti di Cruda Amarilli di Battista Guarini (1538-1612), noto drammaturgo e poeta, autore del Pastor Fido.

I versi sono noti e Luca Marenzio (1553-1599), il più noto madrigalista del suo tempo, ne ha già fornito una versione pubblicata nel 1595.

Il madrigale di Monteverdi viene dato alle stampe , alcuni anni dopo, nel 1608, prima composizione del V libro dei Madrigali.

E’ un madrigale importante perché, già prima della pubblicazione, viene fatto oggetto di critiche profonde da parte di Giovanni Maria Artusi nel suo Delle Imperfezioni della Moderna Musica, seconda parte, del 1603. Monteverdi risponderà alle critiche proprio nella prefazione del V Libro.

E’ una disputa tra lo stile codificato da Gioseffo Zarlino, maestro di Artusi, e uno in cui le dissonanze sono più libere, di cui Monteverdi è alfiere, è la lotta tra prima pratica e seconda pratica, tra stile antico e stile moderno.

In questa sfida interviene anche Giulio Caccini (1550-1618) che con Le Nuove Musiche nel 1601 contribuisce al passaggio dal madrigale di genere polifonico a quello di genere monodico. Anche Caccini canta Amarilli, ma qui non è più cruda…

Sono passati oltre quattrocento anni dal tempo della disputa e son lieto di poter ugualmente apprezzare lo stile antico di Palestrina e quello moderno di Monteverdi.

E’ per forza necessaria una scelta? Va necessariamente buttato giù qualcuno dalla torre, o si può portar con sé tutto quanto c’è di bello?

Un dubbio, comunque permane. Di quale Amarilli stiamo parlando? Di quella cantata da Virgilio, del fiore che da ella prese il nome, o della Amarilli Etrusca?

In questa pagina, curiosando e cliccando, non troverete forse la risposta, ma nuovi spunti ed anche un racconto che della febbre di questo viaggio è la conseguenza.

Chi cercatrova

Non è detto rimanga sempre contento!

 

La Musica delle Sfere

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Il tema della musica delle sfere è, almeno per me, di straordinario interesse, attraversando la storia del pensiero umano per un paio di millenni, da Pitagora a Keplero. Il sapere umano tutto viene chiamato in gioco: Musica, Matematica, Filosofia, Astronomia, Cosmogonia…

Insomma, se la materia vi è nuova, lanciando la ricerca in internet, ed avendo voglia di approfondire, c’è di che perdersi.

Ovviamente c’è anche il rischio di far di tutta l’erba un fascio, come di solito avviene nella spettacolarizzante cultura americana, così portata al DanBrownismo, ma penso che il gioco possa valere la candela.

Al solito, getto il sasso e nascondo la mano, ogni post è un portale, il percorso oltre ad esso è tracciato da voi.

E’, peraltro, anche vero che ogni post è ispirato da una proposta letteraria o musicale.

In questo caso si tratta di una bella pagina di Pietro Pancamo, Serafino preposto al coraggio, che sfiora il tema della musica delle sfere con grande levità.

Pietro Pancamo è un autore poliedrico, se volete saperne di più, qui trovate la SCHEDA, e qui il racconto Serafino preposto al coraggio.

Quanto alle immagini del post, quella di testa è L’armonica nascita del mondo, rappresentata da un organo cosmico, in Musurgia Universalis di Athanasius Kircher, 1650, quella di coda è tratta dal Practica Musicae di Franchino Gaffurio, 1496.

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The Day After

Post musicale del mercoledì… di giovedì!

Per questa ragione era necessaria una proposta “oltre”!

“Oltre”, al di là degli schemi, fuori sincrono rispetto al proprio tempo, la proposta non poteva che essere il Quartetto per Archi n.14 in Do Diesis minore, Op n. 131 di Ludwig Van Beethoven, presentato qui nella versione dello Jasper String Quartet al Soka Performing Arts Center

Il testo letterario proposto è il mio vecchio racconto breve La Misura

Supponendo che a nessuno interessino le ragioni di questo accoppiamento, le tacerò…