L’invenzione delle nuvole

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Prendo a prestito il titolo di un interessantissimo libro di Richard Hamblyn (L’invenzione delle nuvole) per introdurre la pubblicazione di Il Teatro delle Nuvole, due non recensioni, nella nostra rubrica La Finestra sul Cortile.

Prima, però, una breve annotazione sull’interessante e fluido libro di Hamblyn, scrittore e storico inglese. L’invenzione delle nuvole racconta come il meteorologo dilettante Luke Howard (1772-1864) arrivasse alla classificazione delle nuvole così come le conosciamo oggi, dando avvio alla moderna meteorologia.

Il tema è storico, scientifico, ma anche letterario, perché gli studi e la figura di Howard ispirarono un’intera generazione romantica: Shelley, Keats, Goethe e molti altri. Argomento appassionante e mutevole, le nuvole furono al centro di un affascinante corso di semantica lessicologia e letteratura comparate tenuto a Genova da Enrica Salvaneschi nei primi anni 90.

Qui, ove partecipavo come “lettore” dei testi inglesi, feci incontri importanti, quello con Enrica, docente e scrittrice di sublime sensibilità, e quello con il Teatro delle Nuvole, attirato dal titolo del corso così in sintonia con la propria essenza.

Inventate, classificate, reinventate, sempre mutevoli, in un divenire costante che è rappresentazione d’ogni esistenza vissuta a fondo, le nuvole possono esser anche per voi spunto per un viaggio trasversale nel mondo della letteratura e dell’arte.

Del Teatro delle Nuvole, che questa poetica mutevolezza ha sposato, in questo post ho parlato pochissimo e rimando alle non recensioni.

Inoltre, per chi vive a Genova e dintorni segnalo che il 29 settembre 2014 Il Teatro presenterà la nuova Scuola Laboratorio.

I dettagli li trovate qui.

Le non recensioni invece le trovate qui.

Infine, giacché la seconda non recensione prende a prestito un paio di versi di Divina di Maurizio Puppo, pubblichiamo anche quella, nella sezione Poesia.

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Immagine di testa – Cloud Study – di Luke Howard (1808-1811)

Immagine di coda – Incisione tratta da Essay on the Modifications of Clouds di Luke Howard (3rd edition 1865)

Epigrafi urbane

 

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“C’è vita intelligente sulla terra?”
– si chiedono in molti sul pianeta e forse anche altrove, da qualche parte nello spazio.

“Ovviamente sì!” – diremmo tutti di slancio pensando alle opere dell’ingegno umano, per poi fermarci perplessi a valutare l’infinita stupidità di gran parte della nostra storia.

Dunque: “No?”

La risposta può esser diversa da entrambe, se posta in un contesto meno alto, lontano dalle stanze del sapere, ad esempio sui muri di un bagno pubblico, in una bacheca universitaria, in qualche contesto improbabile.

Questo il senso di Testimonianze di Presenze Umane di Passaggio nel Paesaggio Urbano, una breve divertente raccolta di epigrafi, iscrizioni, commenti, lazzi che Peter Deville raccolse agli inizi degli anni 90 nel Regno Unito e che pubblicammo, tradotte, ne Il babau n. 15.

Rileggendole in questi giorni le ho trovate godibili come allora.

Per questa ragione le trovate qui, nella rubrica La Pioggia Fine è quella che bagna.

CMM

 

 

 

Ricordo di Luigi Tola

Recentissimamente è mancato Luigi Tola, poeta ed artista visivo. Pubblichiamo qui un breve ricordo di Franca Fioravanti e di Marco Romei del Teatro delle Nuvole.

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Abbiamo incontrato Luigi Tola la prima volta nel 1992, quando era invitato al nostro primo spettacolo “Il cielo interiore” a Villa Solaria. Successivamente collaborammo per la creazione della performance “Tra nostAlgia e preSentimento”; in seguito ci fece conoscere il poeta Nazim Hikmet, uno dei poeti che inserimmo nel nostro spettacolo “I fabbricatori di sogni”.
Ci sono incontri che restano nel tempo della nostra memoria.
Marco Romei invitò Tola nella sua rubrica “Conversazioni tra arte e vita”, pubblicata sul web magazine Mentelocale.
Ora Luigi è altrove, e vogliamo ricordarlo attraverso le sue parole.

L’intervista è qui.

Poesia Poesia Poesia

Inserite alcune pagine nelle sezioni Poesia e Lingue dell’altra Italia. Quindi Poesia in Lingua e Poesia Neodialettale.

Le nuove pagine ospitano Alessandra Berardi, Carlo M. Marenco, l’enigmatica Carmen M. Rooca ed Alessandro Guasoni.

Versi molto distanti tra loro, uniti da una componente di mistero: le poesie di Alessandra Berardi risultano catalogate come appartenenti al numero 3 (1991), ma inspiegabilmente non furono pubblicate, Carmen M. Rooca è autore fantomatico e sconosciuto alla redazione; Sorrido è testo a chiave; infine le poesie di Guasoni sono collocate in spazi temporali “altri”.

Domani in arrivo “nuovi” testi.