MAPPING THE GARDEN • MAPPING THE SKY

ORTO BOTANICO IL GIARDINO DEI SEMPLICI
Giovedì 14 settembre dalle ore 15.30
Evento collaterale alla mostra
Rose e foglie, su una linea di silenzio

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MAPPING THE GARDEN • MAPPING THE SKY
a cura di Beth Vermeer

Partendo dai sensi, bambini e adulti possono esplorare forme, colori, odori del
Giardino e dei suoi elementi. Insieme a Meri Iacchi, artista fiorentina, creano
una grande mappa dell’inventario esistente attraverso le tecniche dell’arte e i
diversi materiali. Mapping the Garden è il nuovo laboratorio che racconta l’Orto
Botanico per immagini, realizzando una grande opera collettiva.

Dalle pratiche creative del Giardino si cambia alle osservazioni del Cielo.

Lo scienziato Alberto Righini, Università di Firenze, offre un suo intervento sull’importanza dell’astronomia per il ciclo dinamico della Natura. La serata si conclude con un incontro tra poeti e astronomi che esplorano l’universo adoperando linguaggi diversi ma complementari.

Due squadre maestre si confrontano interagendo con il pubblico per diffondere la scienza che incontra la poesia. Ruggero Stanga, Eleonora Bianchi, Barbara Olmi ed Emanuele Pace, forniscono una mappatura del cielo mentre Karoline Borelli, Carlo Michele Marenco, Alberto Nocerino, Giovanna Olivari e Lidia Riviello completano il disegno universale con poesie e testi tessuti di fiori e di stelle.

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Il Foglio e lo Straniero

Cosa ci fa uno straniero su il Foglio?

E prima ancora che cosa è il Foglio?

Qualcosa possiamo intuire dall’immagine di testa: è un periodico della Biblioteca di Tiglieto, splendida terra di mezzo al confine tra le provincie di Genova, Savona ed Alessandria. 

Si tratta di poche pagine di grande qualità, otto in questo numero, coordinate da Gianni Priano, poeta che abbiamo imparato a conoscere attraverso i suoi libri, e, parzialmente, anche in queste pagine.

E’ una pubblicazione interessante di cui ci occuperemo prossimamente.

Ora abbiamo un’urgenza: la gestione degli stranieri non è mai facile.

Per quale motivo su il Foglio si parla de Lo Straniero?

Da dove viene? 

Dove è apparso?

A Tiglieto, ad Urbe o in quale altra località? 

Non so e, francamente, anche se lo sapessi non ve lo direi certo ora.

Andatevi a leggere il racconto: QUI!

Una voce alla radio

Una nota su Facebook di Gianni Priano, mi riporta ad una trasmissione radiofonica locale degli anni 80 e ad un racconto ad essa ispirato, Sventolando le nostre bandierine, scritto da Maurizio Puppo nel 1988 e pubblicato su Il babau n. 12 nel Febbraio del 1994.

Nel racconto Puppo ricorda alcuni tra i brani ascoltati in questa trasmissione condotta da Umberto, fra essi Le strade di notte di Giorgio Gaber.

Non può, ovviamente, mancare Mina

Quanto al racconto di Maurizio, credo vada ripubblicato perché parte significativa della sua recherce letteraria.

Sono certo di farvi cosa gradita. Lo trovate QUI!

 

Princeton 1949. Parallels 2?

Celebrazione per i 70 anni di Albert Einstein all’Institute for Advanced Study.

Da sinistra: H. P. Robertson, V. Spear (?), H. Weyl, K. Goedel, B. Valadier (?), A. Einstein, C. Campi (?), J. R. Oppenheimer, and G. M. Clemence.

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Come ormai reso palese da Parallels di Pietro Zunino esiste un numero indefinito di universi paralleli in tutto simili al nostro. Purtroppo la pubblicazione di questo testo seminale ha avuto come conseguenza l’incremento dei viaggi spazio temporali, generando alcune varianti che ci è difficile provare.

Così la foto, che ritrae alcune delle menti più rilevanti del XX secolo dell’universo parallelo 17, differisce dall’identica foto nel nostro universo per 3/9.

Da sinistra a destra.

Howard Percy Robertson (1903 – 1961) matematico, fisico e cosmologo statunitense, noto per i contributi relativi alla cosmologia fisica e al principio di incertezza.

Vincent Spear (1956 – ?) Ingegnere, musicista, scrittore, viaggiatore dimensionale, si vocifera sia stato figura centrale dell’universo descritto in Parallels, ma non ci è dato saperlo con certezza, e soprattutto non è certo se si tratti dello stesso Spear, di un tal XXX YYY o, come nella maggior parte degli altri universi, del premio nobel per la fisica Eugene Wigner, qui con la barba. Del resto si dice che Spear fosse considerevolmente più alto.

Hermann Klaus Hugo Weyl (1885 – 1955) matematico, fisico e filosofo tedesco.

Kurt Gödel (1906 – 1978) matematico, logico e filosofo austriaco naturalizzato statunitense, noto soprattutto per i suoi lavori sull’incompletezza delle teorie matematiche. Gödel è ritenuto uno dei più grandi logici di tutti i tempi.

Bergman Valadier (1961 – ?) anatomopèatologo. Si suppone che, come per Spear qualcosa non quadri, vista la data di nascita posteriore alla foto. Qualcuno ha suggerito si tratti di una variante del fisico I. I. Rabi, ma la cosa pare dubbia… E’ possibile sia qualcuno o qualcosa d’altro.

Albert Einstein (1879 – 1955) fisico e filosofo tedesco naturalizzato svizzero e statunitense. Oltre a essere uno dei più celebri fisici della storia della scienza, che mutò in maniera radicale il paradigma di interpretazione del mondo fisico, fu attivo in diversi altri ambiti, dalla filosofia alla politica, e per il suo apporto alla cultura in generale è considerato uno dei più importanti studiosi e pensatori del XX secolo. Elaborò la Teoria della Relatività Generale.

Coriolano Campi (1957 – ?) viaggiatore a ritroso, decostruzionista. L’identità ci è stata suggerita da alcune fonti discretamente informate. Altri sostengono si tratti di Carmen Michelle Rooca, mutaforma, sebbene l’opinione più diffusa, anche tra i suoi familiari, è che non si sappia chi sia. E’ comunque escluso si tratti del fisico atomico R. Ladenburg.

Julius Robert Oppenheimer (1904 – 1967) fisico. Diede importanti contributi nel campo della fisica moderna, in particolare alla meccanica quantistica, ma la sua fama è legata soprattutto alla costruzione della prima bomba atomica nell’ambito del progetto Manhattan. È stato inoltre il primo a capire l’effetto tunnel quantistico, ad avvicinarsi con le sue ricerche alla scoperta del positrone, a portare avanti la teoria sulle piogge di raggi cosmici e a verificare il collasso di grandi stelle causato dalla forza gravitazionale.

Gerald Maurice Clemence (1908 – 1974) astronomo americano.

Quanto alla nostra redazione, essa brancola nel buio: si tratta di una redazione letteraria, atta quindi a qualsiasi possibile tipo di viaggio e realtà, ma non particolarmente portata a gestire dati tangibili.

Ci auguriamo quindi che Pietro Zunino sveli l’arcano in Parallels 2, o in qualsiasi altra opera.

Per voi, se ci volete dare una mano, può essere che sfogliando il primo Parallels troviate degli indizi interessanti.

Da Princeton, intanto, ci hanno fatto pervenire la stessa foto scattata nel nostro universo. Boh!

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Parallels è edito da Edizioni Vallescrivia ed è reperibile online su ibs.it, Amazon o presso la Libreria Mondadori di Sestri Ponente.

 

 

Parallels

112 Mercer Street, Princeton, anno 1939, Albert Einstein e Robert Oppenheimer davanti ad un tablet ascoltano musica utilizzando la tecnologia Wi-fi.

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Deve trattarsi per forza di un fotomontaggio, l’immagine non è compatibile con quanto conosciamo di quel periodo: nel 1939 questi oggetti non esistevano!

Non in questo universo!

E se si trattasse di uno dei molteplici universi paralleli simili al nostro, ipotizzati nella teoria dell’universo inflazionario? Potremmo considerare la scena come plausibile?

Probabilmente sì.

A questo punto dovremmo porci altre domande: come sono giunti questi oggetti in un diverso spazio tempo? Chi li ha portati? Perché? In che modo hanno reagito i due scienziati dinnanzi a questi prodigi allora inimmaginabili? Quali altre meraviglie o segreti giungeranno a loro conoscenza? Ed ancora: si potranno ricaricare le batterie?

La curiosità cresce, è indiscutibile. L’ignoto è per tutti noi fonte d’interesse.

Il mondo alieno, o anche semplicemente “altro” è ad un passo da noi, forse in orbita geostazionaria o al di là di un wormhole.

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Spesso certa fantascienza fa di tutta l’erba un fascio, accumulando nozioni a casaccio, per trar dentro il lettore, Parallels è invece romanzo coerente sia da un punto di vista storico che scientifico. Si tratta di un’opera prima, è vero, ma è l’opera prima di un uomo maturo, Pietro Zunino, ingegnere elettronico ed insegnante, che nulla ha lasciato al caso, analizzando la congruità di ogni evento.

Nel frattempo la seconda guerra mondiale s’avvicina, un misterioso protagonista dopo Einstein ed Oppenheimer incontra anche Franklin Delano Roosevelt ed il lettore, facilitato dallo stile chiaro ed asciutto, divora le pagine una dopo l’altra.

Possibili scenari atomici si profilano all’orizzonte.

Qui mi fermo per non svelare troppo.

L’ho già accennato, si tratta di un libro che supera gli stretti confini della fantascienza, coniugando storia e scienza, in modo lineare, rigoroso ma anche accattivante. Pietro ci lascia con un finale aperto, spunti di riflessione e voglia di saperne di più.

Attendiamo il prossimo, speriamo non passino altri sessant’anni.

Parallels è edito da Edizioni Vallescrivia ed è reperibile online su ibs.it, Amazon o presso la Libreria Mondadori di Sestri Ponente.

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L’immagine rappresenta un ponte di Einstein-Rosen o cunicolo spazio-temporale, detto anche wormhole

Ed ora protagonista, autore e sottoscritto Vi invitano, in quasiasi universo siate, ad ascoltare la nostra colonna sonora comune

 

 

 

 

 

 

La Voce della Memoria

Esistono cose che non vanno dimenticate.

Esistono forze che spingono affinché ogni cosa sia dimenticata.

Dimenticando cosa siamo stati non possiamo riconoscere negli altri il nostro sguardo di un tempo.

Per ridare voce alla memoria ripubblichiamo una intervista a Nuto Revelli, scrittore, prima ufficiale dell’esercito italiano nella seconda guerra mondiale e poi partigiano.

Questa intervista-conversazione che Eugenio Fici eseguì per Il babau nel 1993 non è legata in modo diretto all’Olocausto, ma parla di quegli anni di un’umanità fratta e quindi disumana.

E’ una testimonianza e quindi un monito.

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La Focaccia di Priano

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Acqua, sale, farina 00, olio d’oliva, lievito di birra, il tutto cosparso di farina di polenta direttamente sulla piastra.

Ingredienti semplici a formare una tra le più magiche focacce salate liguri: la focaccia di Priano a Genova Voltri.

Ed è con il breve racconto biografico Fugassa de Utri* che iniziamo una sicuramente proficua e spero continuativa collaborazione con Gianni Priano, poeta e narratore di grande umanità e spessore.

Non c’è nulla di Gianni che possa dire meglio delle sue stesse parole, così, come già feci presentando alcune sue poesie, taglio corto e vi rimando direttamente al testo: qui.

Prima di congedarmi, una breve annotazione: vi ricordo che è possibile ricercare gli autori presenti sul sito tramite la funzione di ricerca, cosa che caldeggio vivamente per Priano, presente nel sito con poesia in lingua, poesia in dialetto molarese ed ora con scritti in prosa.

Quanto alla focaccia di Priano, posso ben dire che negli anni del liceo mi formò ben più di Kant e Pascal. 

* alcuni preferiscono la grafia “fügassa”.

Controcorrente

Post musicale del mercoledì controcorrente.

Oddio, controcorrente rispetto a quel che ascolto di solito e, forse, rispetto ad alcuni pregiudizi.

La presento così Yuja Wang – Stravinsky – Petruschka (piano version)

Il brano è contenuto in Transformation (Deutsche Grammophon, 2010).

Motivo della scelta? Ho visto un concerto di  Yuja Wang e mi ha incuriosito, anche per le giocolerie pianistiche…

Tutto qui… e poi perché, come anticipato, si tratta di una scelta per me Controcorrente, come il titolo del mio racconto.

Per chi ha letto il post della scorsa settimana, Controcorrente è la parte riversa di A Rebours.

A ciascuno il suo Caos

Mi spiace il web sveli tutto immediatamente.

Non fosse così, vi proporrei il brano odierno senza darvi alcuna indicazione, se non quella del volume: molto alto.

Vi trovereste certo dubbiosi sul periodo, sulla nazione, sull’autore.

Vivreste insomma uno di quei momenti di gioco, curiosità e scoperta che questo mondo iperveloce ci sta portando via, sostituiti da desideri esauditi troppo presto per divenire passioni profonde.

Vi chiedo, comunque, di assecondarmi ed ascoltare senza legger oltre, senza nemmeno guardare le poche indicazioni fornite dal video, meglio ancora senza far null’altro che ascoltare…

Per chi non avesse già sbirciato, si tratta di Le Cahos, primo movimento della sinfonia Les Élémens  composta da Jean-Fery Rebel nel 1737, in esecuzione filologica di Christopher Hogwood che dirige The Academy of Ancient Music.

E’ un movimento di grandissima modernità, ben oltre quel che ci s’attende dalla musica barocca. Rebel descrive, con ardite scelte armoniche, il Caos prima dell’attuale ordine costituito, incentrato sull’equilibrio dei quattro elementi: Fuoco, Terra, Aria ed Acqua.

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Il tema è vastissimo ed appartiene, in modo trasversale, alle maggiori culture planetarie e non è nemmeno pensabile andar oltre ora. Va certo notato che il tentativo di Rebel è in qualche modo controcorrente, rispetto al mondo alchemico, tendendo qui al magma originario più che alla meta quintessenziale.

Visto il tema, controcorrente ed ermetico, il post letterario collegato è, forzatamente, À Rebours, mio vecchio racconto a chiave, pubblicato nel 1993 su il babau n.10.

Per ora la chiave non verrà rivelata.