Quasi(a)modo – di Carlo M. Marenco

muro

 

Camminavamo ai muri radenti

Ricordi gli spari, Maria, al fondo

del viale, i pianti del bimbo e nostri

di lacrime privi. Ricordi il vecchio

Simone caduto ad un passo da noi

e tutti gli amici d’un tempo. Nomi

sbiaditi a Staglieno: Marco, Giulin,

Alberto, Gino ő Rossin e mille

altri, vite senza vita né traccia…

E come potevamo noi cantare

Con il piede straniero sopra il cuore

Non erano quelli gli anni, i momenti

Urlava la mitraglia di dolore

Ruggivan gli animi tutti, nessuno

escluso, schiumava d’ira funesta

la voce della libertà negata.

Non erano quelli gli anni del canto

Né del silenzio. Vennero col tempo

Lavati dal sangue e dal perdono

Mai più diranno questa terra è nostra

Mai più lo diremo noi di lei. Questa

la lezione di morte. Questo il canto.

 

Quasi(a)modo_1

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